DICONO DI NOI ...

In questa sezione sono raccolti tutti i contributi che Monterubbianesi e non hanno voluto dare alla ...

I BIFOLCHI VINCONO LA GIOSTRA DELL'ANELLO 2017!

Vince la 52° edizione della GIOSTRA DELL'ANELLO anno 2017: la Corporazion...

Giostra dell'Anello anno 2018

Si aggiudica la vittoria della GIOSTRA DELL’ANELLO dell’anno 2018 la CORPOR...

SCIÒ LA PICA 2019

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RISULTATI Giostra dell'Anello ANNO 2019

Si aggiudica la vittoria della GIOSTRA DELL’ANELLO dell’anno 2019 la CORPOR...

AVVISO

Il direttivo dell'Associazione Armata di Pentecoste comunica ufficialmente che la rievocazione stori...

PENTECOSTE 2020

Purtroppo a causa delle restrizioni dovute al diffondersi del Covid-19, quest'anno non ci è stato po...

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PENTECOSTE 2020 PDF Stampa E-mail

Purtroppo a causa delle restrizioni dovute al diffondersi del Covid-19, quest'anno non ci è stato possibile organizzare, nelle consuete modalità, l'edizione 2020 della festa della Pentecoste.

 

Abbiamo deciso comunque di onorare la nostra festa con la celebrazione del rito religioso, che si terrà presso la chiesa di S. Agostino domenica 31 maggio alle ore 11:30.

 

I Capitani e i Cerofori di ogni Corporazione, si recheranno in costume d'epoca ad onorare la Santissima Vergine Maria del Soccorso con la tradizionale "offerta dei ceri".

 

Visto il numero ridotto di posti disponibili in chiesa per assistere alla celebrazione della Santa Messa e la probabile impossibilità di partecipazione per tutti quelli che avessero intenzione di farlo, abbiamo organizzato la trasmissione della cerimonia in diretta tramite la pagina Facebook dell'Armata di Pentecoste, in maniera da dare la possibilità a tutti di essere, amche se solo virtualmente, presenti.

 

Con l'augurio di una buona Pentecoste a tutti!

 

Il consiglio direttivo dell'Associazione Armata di Pentecoste

 
AVVISO PDF Stampa E-mail

Il direttivo dell'Associazione Armata di Pentecoste comunica ufficialmente che la rievocazione storica che si tiene annualmente per festeggiare la Pentecoste e che quest'anno cade nella domenica del 31 maggio, viste le attuali situazioni di emergenza sanitaria nazionale causata dal Covid19 e le relative restrizioni imposte, non si svolgerà nelle modalità tradizionali.


Noi tutti speriamo, sempre se sarà consentito, di poter garantire lo svolgimento in forma ristretta e simbolica del rito religioso della consegna dei ceri alla Madonna del Soccorso, al quale tutti i Monterubbianesi sono profondamente legati.


L'incertezza del momento non ci permette di fare previsioni su un eventuale rinvio o su un definitivo annullamento della cinquantacinquesima edizione della nostra manifestazione.


Non possiamo che attendere l'evolversi della situazione con la consapevolezza che in questo delicato momento storico la tradizione e la passione per la nostra festa non possono che passare in secondo piano.


E allora non ci rimane altro che attendere, nel rispetto delle regole che ci vengono date, aspettare e sperare che un domani non troppo lontano potremo tornare ad abbracciare i nostri cari e tornare a fare quello che più amiamo per il nostro paese e per le nostre tradizioni.

 
RISULTATI Giostra dell'Anello ANNO 2019 PDF Stampa E-mail

Si aggiudica la vittoria della GIOSTRA DELL’ANELLO dell’anno 2019 la CORPORAZIONE BIFOLCHI con il cavaliere LUCA INNOCENZI in sella al cavallo NUVOLA NOTTURNA!

Clicca QUI per visualizzare la scheda riassuntiva con i punteggi delle quattro Corporazioni



 
SCIÒ LA PICA 2019 PDF Stampa E-mail

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CLICCA QUI PER IL PROGRAMMA COMPLETO


L’8 e il 9 giugno 2019 si terrà a Monterubbiano l’antichissima festa di “Sciò la Pica”, una festa insieme pagana e religiosa, in cui curiosi rituali di epoca picena si mescolano ad elementi di epoche successive.

 

Da non perdere il Corteo Storico e la Giostra dell’Anello di domenica 9 giugno, durante la quale si sfideranno a cavallo i cavalieri delle quattro Corporazioni di Arti e Mestieri.


Sabato 8 giugno si potrà assistere al momento della lettura del Bando ed alla premiazione della Corporazione vincente dell’anno 2018.

Non mancheranno spettacoli, stands gastronomici e altre attività.

 
Giostra dell'Anello anno 2018

Si aggiudica la vittoria della GIOSTRA DELL’ANELLO dell’anno 2018 la CORPORAZIONE ZAPPATERRA con il cavaliere MATTEO GIANELLI in sella al cavallo QUASIMOLO!

 

Clicca QUI per visualizzare la scheda riassuntiva con i punteggi delle quattro Corporazioni 



 
Trailer Giostra del'Anello 2017

 
Parlano di noi

Articolo di CRONACHE FERMANE di oggi!!!

 
PETALI DI ROBBIA

Una bella e simpatica favola in versi vernacolari monterubbianesi su “Li Sabini” e  â€œL’Armata di Pentecoste”, da “PETALI DI ROBBIA” di Attilio Basili.

Nel 1971, per ricordare Luigi Centanni a vent’anni dalla scomparsa, la Pro Loco di Monterubbiano, Presidente Giancarlo Pazzi, con il Patrocino del Comune, Sindaco Nunzio Carlini, cura la pubblicazione di “Petali di robbia”, una raccolta di poesie di Attilio Basili, “ lu Mattu de Susè” che, illustrata da Ennio Speranza e  presentata da Fabrizio Fabi, è tutta dedicata a Monterubbiano, affinché, come auspica il Presidente Pazzi, si riprenda “l’antica traccia degli studi sul paese e se ne giovino tutti i Monterubbianesi…e non si esaurisca quella che fu chiamata la  sacra primavera picena, il valore e la storia, appunto, di Monterubbiano”.

Qui continuiamo a proporre, per prepararci alla “Festa dell’Armata di Pentecoste-Sciò la pica”, alcuni quadretti gioiosissimi, così come sono usciti dalla preziosa penna di Attilio Basili, monterubbianese puro sangue,  il quale dà sfogo alla sua non comune  brillante fantasia, alimentata da una grande passione per il paese, quando trasforma, in una bella e simpatica favola, la tradizione della venuta dei Sabini a Monterubbiano. Il Poeta dice che essi, fermatisi  â€œ all’ombra de Sarrocco”, si convincono  â€œ pe’ sembre de ‘ccampasse su la vetta….”, per via “dell’arietta profumata da li pini  e de lu mare a quattro passi in linea retta”,  e mette  insieme, in un’unica originale curiosa  “mescolanza”, in un  tutt’uno immaginario di azioni e di tempi diversi, i Sabini, con luoghi, circostanze,  personaggi di allora e dell’età di mezzo e contemporanea, campane “de la torre che se sciose”, “Te Deu” recitato “de ‘bbottu da li preti”,  la sfilata “ a passu de corteu” di corporazioni, di  dame e cavalieri,  costumanze, guazzarò,  pica e “sbruffi de vi’ bianco che tracanna”...

C’è da divertirsi un bel po’ con “Li Sabini” e “L’Armata di Pentecoste” di Attilio Basili.

Immagine

Buona lettura.

 
IN PROSSIMITA' DELLA PENTECOSTE A MONTERUBBIANO: UN DOCUMENTO DI LUIGI CENTANNI

( a cura del Sindaco M.Teresa Mircoli)

Lo Statuto comunale di Monterubbiano , all’art.14, co.2, recita:

” Il Comune riconosce come tipiche della Comunità monterubbianese le tradizioni che si celebrano in occasione della Festa di Pentecoste”.

Per le celebrazioni, che si ripetono puntualmente da secoli, con interruzione purtroppo avvenuta, in epoca contemporanea, nel recentissimo 2015, e, più indietro, nell’ultimo periodo bellico, già fervono i preparativi da parte dell’Armata, il cui Consiglio direttivo è stato ricostituito con Silvia Moreschini , Presidente, e delle quattro Corporazioni degli Artisti, dei Bifolchi, dei Mulattieri e degli Zappaterra.

I Monterubbianesi “doc” vivono intensamente tale ricorrenza, fin da tempo lontano che si perde nella memoria e non ne accettano di buon grado affievolimenti riduzionistici o, peggio che mai, alcuna sorta di interruzione.

Spigolando tra le curiosità della tradizione e della storia locale, piace riproporre un documento del dott. Luigi Centanni, un grande monterubbianese innamorato della “Magnifica Terra”, medico , poeta ed esperto di cose patrie, il quale, nella primavera del 1945, esalta “l’opera degna” di alcuni concittadini che vogliono ridar vita alle Feste della Pentecoste, dopo l’oscuro e triste periodo bellico.

Egli, nell’evidenziare di tali Feste le antiche origini, ripropone il percorso della tradizione che vorrebbe che i Sabini, di cui viene esaltata la esuberanza di vita e di fecondità, “lanciassero in una primavera sacra una fitta schiera di giovani alla conquista di nuove terre e che , attraversando l’Appennino, guidati da una pica o da un picchio, s’indirizzassero verso le nostra contrade, che da allora assunsero il nome di Piceno”.

Il Centanni, riconoscendo a gloria del Popolo monterubbianese l’aver conservato e solennizzato, nei secoli, tali “antichissime feste”, attinge per le sue ricerche alla tradizione, ai documenti d’archivio e alla gloriosa storia del Comune e contribuisce, tra i primi, autorevolmente, a ritenere che esse potrebbero derivare dalla trasformazione cristiana dei riti pagani.

L’immissione, peraltro, nei festeggiamenti pentecostani, delle quattro Corporazioni, pure secondo quanto è dato dedurre dalle osservazioni del Centanni, potrebbe essere considerato l’ulteriore valore che dà definitivo più ampio segno, secondo pertinenti interpretazioni simbolico-culturali, di forte continuità nella unitarietà antropologica, culturale, politica ed economica del Popolo monterubbianese. Infatti, tale Comunità ha dimostrato di muoversi, nel lungo corso della sua storia, anche se a volte con soccombenze e cedimenti, dovuti ai periodi oscuri, come quelli bellici, od anche fragili, a causa di contaminazione con la più generale decadenza culturale, sociale ed etica, secondo l’ avvertita necessità di fronteggiare, in coralità di intenti, anche concretamente veicolati e supportati da riti propiziatori e da feste, come nel caso della Pentecoste, tutte le difficoltà da qualsiasi parte potessero provenire sia dagli uomini o dai fatti storici e testimoniali che dalla improvvida casualità delle circostanze o dall’incontrollabile sopravvenire e sovrastare delle forze della natura.

Ecco dunque alcuni elementi che, letti doverosamente nel più ampio contesto storico e culturale monterubbianese, potrebbero contribuire a meglio capire il senso e il significato alle manifestazioni pentecostane. Si darà spazio, per il prosieguo, ad altri tasselli informativi da parte di esperti studiosi.

Qui si rinvia al Documento del Centanni del 20 marzo 1945, invitando chi fosse interessato ad approfondirne i passaggi.

Luigi Centanni

 
SCIO' LA PICA : IMMIGRAZIONE DEI SABINI

“ Sciò la Pica”: immigrazione dei Sabini

( rif. bibliografico: “Romanità Picena”, don Francesco Maranesi, Isola del Liri,1937, soc.Tip. A.Macioce & Pisani )

Prevalgono due  ipotesi sul problema etnogenico ed etimologico dei Piceni. Da un lato, l’avv. Speranza, sulla base di elementi evincibili dagli storici latini,  ne sostiene l’origine sabina con immigrazione che procede dal sud al nord verso le nostre terre; dall’altro, il dott. Dall’Osso ipotizza, sulla base di studi documentali dedotti dagli scavi archeologici, che l’immigrazione proceda, invece,  dal nord al sud e che abbia origine preellenica.

Con “Sciò la Pica”, la nostra tradizione acclara l’ipotesi di Speranza.

Egli ritiene che i Sabini, provenienti dal Reatino, “per voto di primavera sacra” avessero sciamato verso l’Adriatico, percorrendo la via del Tronto.In una prima fase, essi si sarebbero alleati con Ascoli aiutandoli a  conquistare la marina pretuziana e poi avrebbero invaso tutta la regione.

L’avv. Speranza fonda la sua ipotesi attingendo agli storici latini come Plinio il Vecchio, Strabone, M.P. Catone,Festo.

Qui riferiamo alcuni dati di ricognizione storica: “( Picentes ) orti sunti voto primavera sacra” ( Plinio),  â€œPiceni dicuntur orti a sabinis” ( M.P.Catone)” , “”Sabina gens antiquissima est, indigenes et ab his origines duxere picentes” ( Strabone), ”Piceno regio dicta, quod Sabini, cum Ausculum proficiscentur, in vexillo eorum picus consederit” ( Festo).

Anche chi non conosce la lingua latina deduce, a  prima lettura a caldo delle frasi surriportate, che l’origine dei Piceni è sabina e che i Sabini sarebbero stati guidati nelle nostre terre da un uccello sacro che è il picchio o pica, da cui il nome Piceni ( Picentes).

Concludiamo con una curiosità mitologica sul picchio ( o pica ).

Ci consegna la mitologia che Pico, figlio del dio Saturno, venne tramutato dalla maga Circe, poiché da lui respinta, in uccello di ugual nome. Esisteva  presso i Romani, dove si trovavano insieme Sabini e Latini, il Collegio sacerdotale degli àuguri, vale a dire dei sacerdoti addetti a prendere gli auspici dal volo e dal canto degli uccelli. Il picchio ( o pica) in volo ( fatto volare dal ramo di ciliegio, “Sciò la pica”) dai Sabini è assunto come  guida sacra della loro migrazione  verso le nostre Terre.

 
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